Home Implantologia Osteoporosi e implantologia

Osteoporosi e implantologia

Implantologia dentaleL’osteoporosi, in generale, non è una controindicazione in caso di interventi di implantologia dentale e anche i pazienti che assumono regolarmente bifosfonati possono tranquillamente sottoporsi ad interventi di implantologia senza correre alcun rischio.

Sarà il dentista, infatti, che valuterà in base alle dosi di medicinale assunto quali interventi effettuare e secondo quali tempistiche.

Cos’è l’osteoporosi e cosa sono i bifosfonati?

L’osteoporosi è una malattia degenerativa irreversibile delle ossa che tende a renderle fragili e friabili. Interessa tutte le persone anziane e con un’alta frequenza anche le donne dopo la menopausa.

I bifosfonati sono una particolare classe di farmaci utilizzati per rallentare questo processo degenerativo dell’apparato scheletrico. Vengono, quindi, somministrati regolarmente per curare tutti i pazienti affetti da osteoporosi, ma, vengono utilizzati anche nella prevenzione e nel trattamento di altre patologie, come le metastasi tumorali, l’ipercalcemia maligna e i casi di mieloma multiplo. In questi ultimi casi, però, il dosaggio è notevolmente superiore a quello previsto per i casi di osteoporosi.

Se assunti entro certe dosi, i bifosfonati non interferiscono con il lavoro del dentista, mentre bisogna prestare maggiore attenzione in caso di assunzioni in dosi massicce. Sarà, comunque, il dentista a valutare caso per caso.

Quando l’osteoporosi può interferire con il lavoro del dentista?

Uno dei presupposti fondamentali per la riuscita di un intervento di implantologia dentale è la buona qualità dell’osso destinato ad ospitare l’impianto. I pazienti affetti da osteoporosi hanno ossa relativamente fragili, che potrebbero non resistere all’inserimento di un impianto dentale.

L’assunzione in dosi elevate di bifosfonati, inoltre, può compromettere la tenuta della mascella e dar luogo ad una malattia chiamata osteonecrosi, ovvero, una graduale necrosi delle ossa del cavo orale.

Questi fattori possono rappresentare degli elementi di rischio non solo per la buona riuscita dell’intervento, ma, anche per la tenuta futura dell’impianto.

Gli impianti inseriti in un osso affetto da osteoporosi, infatti, risultano meno stabili rispetto a quelli inseriti in un osso sano, ma, con le nuove tecniche di implantologia dentaria, è possibile superare tale limite, con un risultato finale più che soddisfacente.

Nei pazienti affetti da osteoporosi è sconsigliato procedere con il protocollo di carico immediato, ma, è più sicuro utilizzare il protocollo tradizionale che consiste nell’attendere dai 3 ai 6 mesi prima di procedere con l’installazione degli impianti fissi, per consentire una migliore osteointegrazione dell’impianto.

In caso di pazienti in cura con bifosfonati, il dentista potrebbe ritenere necessaria una breve sospensione della terapia per evitare eventuali rischi di osteonecrosi.