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Classificazione degli impianti dentali

Classificazione impianti dentaliUna corretta classificazione dei differenti tipi di impianti dentali ci offre uno spaccato coerente da considerare per offrire sostegno e supporto a chi ha voglia di comprendere qualcosa in più sull’implantologia e le sue tecniche.

Una classificazione comune è relativa alla tecnica utilizzata ed alla posizione assunta dall’impianto:

  •  Impianti sottoperiostali: caratterizzati da una struttura metallica, posta chirurgicamente tra la superficie
    ossea e il periostio, quindi subito sopra l’osso; i pilastri dell’impianto trapassano in alcuni punti la
    mucosa che lo ricopre. Questo tipo d’impianto è poco usato, la forma non riproduce le
    radici naturali, quindi riporta un minore stimolo all’osteointegrazione, con un’alta
    percentuale di insuccesso.
  • Impianti endossei: l’impianto è inserito nell’osso in modo diretto; abbiamo impianti chiusi, posti sotto
    il periostio, che non comunicano con la cavità orale ed impianti aperti, dotati di un pilastro
    comunicante. Sono gli impianti relativamente più diffusi, per la maggiore semplicità delle tecniche
    chirurgiche e per la possibilità di applicare un nuovo impianto nel caso di fallimento.
  • Impianti endossei sottoperiostali: combinano le tipologie precedenti (una
    parte è sopra l’osso, una parte è dentro di esso).
  • Impianti transossei: sono specifici della mandibola e la attraversano verticalmente.
  • Impianti transdentali: meglio noti come endodontici, fungono da “collare biologico” per l’ancoraggio tra il sigillo diseparazione con il cavo orale e il parodonto del dente naturale.
  • Impianti intramucosi: sono inseriti nella mucosa di rivestimento tramite fissazione ad una base
    Protesica.