Muscoli lombari stabilizzatori

Schermata 1I muscoli della regione lombare che contribuiscono al sistema di stabilizzazione locale della colonna vertebrale sono:

Muscoli intersegmentali, intertrasversali, interspinali.
Muscoli lombari: multifido lombare, muscolo lunghissimo del torace parte lombare, muscolo ileocostale dei lombi parte lombare.
Muscolo quadrato dei lombi (fibre mediali).
Gli intertrasversali e gli interspinali sono piccoli muscoli segmentali; la piccola dimensione e la loro posizione vicino al centro di rotazione indicano che essi hanno una esigua capacità di produzione del momento torcente del tronco. Questi muscoli possono avere un ruolo propriocettivo dominante e potrebbero influenzare il senso cinestesico nella regione lombare e, quindi, influenzare i tipi di attività muscolare.
La sensibilità propriocettiva è una rete nervosa che raccoglie informazioni da tendini, muscoli ed articolazioni. Permette di raccogliere una quantità di dati che per avvertire l’esatta posizione del corpo nello spazio, la contrazione dei muscoli ed anche la velocità e la direzione degli spostamenti di ogni segmento corporeo.
I muscoli intertrasversali e interspinali consentono quindi di raccogliere una notevole mole di informazioni sullo stato del movimento e sulle condizioni di equilibrio andando così ad agire attivamente sul controllo dell gesto atletico o del mantenimento posturale.

Il multifido lombare è il più mediale dei muscoli lombari, e dei tre muscoli lombari è l’unico con disposizione delle insersioni prevalentemente vertebra-vertebra all’interno delle vertebre lombari e fra vertebre lombari e sacrali. Il muscolo multifido lombare insieme con la parte lombare del lunghissimo del torace e con il muscolo ileocostale dei lombi, vanno a formare i muscoli lombari.

I muscoli della schiena sono principalmente estensori della colonna vertebrale quando agiscono bilateralmente, ma i muscoli lunghissimo lombare e ileocostale possono anche contribuire alla flessione laterale quando agiscono unilateralmente. Nessuno dei muscoli è un contributore primario alla rotazione assiale, ma l’attività di questo movimento potrebbe riflettere la loro stabilizzazione, opposta al momento di flessione prodotto dagli addominali obliqui. Nella flessione del dorso, il lunghissimo lombare ed il multifido, e l’ileocostale controllano la rotazione anteriore e la traslazione anteriore. Anche se il multifido è il muscolo più grande alla giunzione lombo-sacrale, meccanicamente è svantaggiato nel produrre l’estensione della gabbia toracica sul bacino.

Tutti e tre questi muscoli lombari contribuiscono al sostegno ed al controllo dell’orientamento del rachide lombare e al sostegno o stabilizzazione dei segmenti lombari. Il multifido è il muscolo più grande che attraversa la giuntura lombo-sacrale. Al contrario, l’area trasversale del lunghissimo lombare e ileocostale diminuisce in progressione caudalmente. La grande dimensione del multifido alla giunzione sacrale, quando comparata con gli adiacenti muscoli lombari dell’estensore del rachide, suggerisce anche che esso è il muscolo più capace di fornire il supporto a questo livello.

I muscoli dell’estensore lombare hanno il ruolo di controllare le forze di torsione, ovvero quelle forze che fanno sì che due vertebre scivolino una rispetto all’altra. Queste forze di torsione sono indotte da esercizi di piegamento e sollevamento ed il controllo delle forze di torsione anteriori è essenziale per la protezione dell’articolazione intervertebrale, specialmente ai livelli lombari inferiori dove queste forze sono più grandi. I fascicoli più lunghi del multifido possono contribuire di più al momento torcente estensore, mentre le fibre più profonde e più corte, che hanno un’azione ridotta di leva per la produzione del momento torcente, potrebbero essere più coinvolte in un ruolo di stabilizzazione tonica, durante il mantenimento delle posture erette e durante i movimenti attivi del dorso.

Insieme al lunghissimo lombare e all’ileocostale, il multifido fornisce un supporto anti-gravità alla colonna vertebrale con attività pressoché continua. Infatti, il multifido è probabilmente attivo in ogni attività anti-gravitaria. Nella posizione in piedi, è stata dimostrata un’attività da leggera a moderata del multifido, evidenziando il ruolo posturale tonico. Inoltre, il multifido è tonicamente attivo quando si cammina.

Il quadrato dei lombi, invece, è un muscolo di stabilizzazione globale: capace di controllare i carichi esterni posti sulla colonna vertebrale.

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