Psicologia dello sport per sport di squadra

Schermata 1Per parlare di squadra è necessario partire da una distinzione fondamentale, e ci appoggeremo ad un’analisi lessicale per inquadrare il concetto. Qual è la differenza tra gruppo di persone e una squadra (o team)? Un gruppo di persone è un insieme di diversi soggetti, in qualunque momento in qualunque posto con qualsiasi finalità; diversamente, una squadra o un team è sì un insieme di persone che però hanno in comune uno stesso obbiettivo, e che per raggiungerlo hanno un piano di azione dove vengono stabiliti i ruoli e le responsabilità, in modo da collaborare per andare verso la stessa direzione.

E’ da qui che si parte per costruire una squadra; capita spesso che esistano squadre dove ogni singolo ha obbiettivi diversi, motivazioni diverse, diverso modo di ragionare, vedere le cose, porsi con gli altri e comunicare e quindi il gruppo sia molto eterogeneo; lo si vede spesso soprattutto tra i bambini, che spesso praticano uno sport perché gli è stato suggerito dal medico, o perché spinto da un genitore, e non per libera e consapevole scelta.

Qual è quindi il punto di partenza per costruire una squadra efficiente e maggiormente omogenea?

Lo studio dell’obbiettivo comune
L’obbiettivo va studiato insieme da allenatore e giocatori, deve essere chiaro a tutti, e una volta identificato permetterà alla squadra di effettuare una divisione di ruoli, una programmazione degli allenamenti e dei compiti da svolgere che porterà tutti a combattere insieme verso la medesima meta ed in maniera efficace.

Le problematiche che una squadra incontra lungo il proprio percorso possono essere mille, però molte diventeranno più facilmente risolvibili quando sarà presente un mattone fondamentale: la coesione.

La coesione (dal latino cohaerere: essere congiunto, attaccato, stare unito) è la base del team, ed è tanto importante quanto complicata da mantenere. Complicata perché? Perché come ben sappiamo ogni persona è diversa, abbiamo diverse personalità, diverse motivazioni, diversi modi di reagire agli stimoli e proprio per questo è necessario trovare un punto di incontro. Il buon rapporto tra i compagni di squadra parte soprattutto da una buona comunicazione, è molto difficile fare andare d’accordo grandi gruppi, ma si può imparare a dare innanzitutto il giusto peso alle parole che si usano, e ad esercitarsi a cercare di comprendere i punti di vista dei propri compagni. Andare d’accordo è un tema sempre molto delicato, soprattutto per quanto riguarda le partite, quando l’allenatore sceglie di mettere in campo un atleta piuttosto che un altro; si creano spesso delle rivalità; tutto questo inconsciamente si riflette sul gioco di squadra, infatti è provato che il passaggio della palla, per esempio, ad un compagno che non ci è congeniale ha un’alta percentuale di essere sbagliato. Per questo è importante dissolvere le varie tensioni fra i giocatori, tramite la pratica di alcuni esercizi e giochi.

Poi è necessario parlare di fiducia, è importantissimo fidarsi dei propri compagni, magari perché prima di avviare uno schema di gioco ci guardiamo intorno e scegliamo di passare la palla a quello che ci dà più certezze, ma magari è marcato e commettiamo l’errore di passare la palla all’avversario!
Anche la fiducia nell’altro si basa sull’esperienza che si ha con questa persona, e si può migliorare con alcuni giochi, i classici si basano sul bendaggio di alcuni atleti che vengono guidati dai compagni, in sostanza, ci si mette completamente nelle loro mani; questo gioco può essere fatto in molte forme e modalità, ed è adatto agli adulti ma anche ai più piccini.

Altro argomento fondamentale da affrontare con le squadre è quello della leadership. Che lo si desideri o meno, in ogni gruppo vi è sempre un leader, che spesso non coincide con il capitano. E’ molto importante riconoscere chi è la figura di riferimento della squadra, e di che tipo si tratta, perché risulterà essere una persona che ha molta influenza sui compagni, e per questo motivo, sia in situazioni positive che in situazioni negative, potrebbe essere il punto chiave per dare una svolta, per diffondere un pensiero positivo in un momento di sconforto della squadra, o per risolvere alcuni problemi interni al gruppo. E questo è solo un esempio, poiché il riconoscimento del leader è alla base delle interazioni tra i soggetti, e di conseguenza influenza le dinamiche che avvengono in spogliatoio e in campo.

Coesione, fiducia e leadership sono solo alcune delle tematiche che vanno affrontate con la squadra, e chi è attualmente, o è stato atleta, sicuramente riconoscerà l’importanza di dedicare tempo fuori dall’allenamento ad alcuni confronti verbali su alcune di queste problematiche; tuttavia gli spunti per migliorare sono tanti altri, e cercare la collaborazione di un esperto in psicologia dello sport gioverà certamente agli atleti come tali, ma anche come persone.

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