Anatomia della spalla

Schermata 1La spalla è un’articolazione lassa ed è importantissima per la mobilità dell’arto superiore rispetto al torace.
Il movimento della spalla è uno dei più complessi dell’intero apparato osteo-articolare infatti esso avviene attraverso l’azione coordinata di ben quattro articolazioni: gleno-omerale, acromion-claveare, sterno-claveare e scapolo-toracica (pseudoarticolazione).

L’articolazione gleno-omerale (o scapolo-omerale) è la più importante della spalla e comprende la testa dell’omero e la cavità glenoidea della scapola, ha la funzione di consentire i movimenti del braccio rispetto al torace.

L’articolazione sterno clavicolare è l’articolazione fra la clavicola e lo sterno, è circondata da una capsula articolare e da forti legamenti.

L’articolazione acromioclavicolare è l’articolazione fra la clavicola e la scapola, la clavicola è connessa alla scapola da potenti legamenti.

L’articolazione scapolotoracica è invece una pseudoarticolazione (essa si comporta come un’articolazione) dove la scapola si muove rispetto alla gabbia toracica.

Queste tre articolazioni hanno il compito di permettere uno svincolo tra la spalla stessa ed il cingolo toracico, permettendole così un’ampia libertà di movimenti nello spazio. L’articolazione scapolo-omerale presenta una minima stabilità “geometrica”, dovuta alla scarsa profondità della cavità glenoidea che accoglie solo un terzo della testa omerale. Per il resto, la stabilità è affidata agli stabilizzatori statici (labbro glenoideo, complesso capsulo-legamentoso) e dinamici (i muscoli propri della spalla).

Il labbro glenoideo è un elemento fibrocartilagineo, inserito sul contorno della cavità glenoidea, la cui funzione è ampliare la profondità della cavità e rendere più stabile l’incastro meccanico tra queste due ossa. Inoltre, esso è la sede inserzionale dei legamenti gleno-omerali, del tendine del capo lungo del bicipite e della parte superiore della capsula.

La capsula articolare, rinforzata dai tre legamenti gleno-omerali (superiore, medio ed inferiore) e dal tendine del muscolo sottoscapolare, è uno stabilizzatore molto importante. Il suo ruolo è di opporsi ad eventuali lussazioni della testa omerale, che tende a lussarsi soprattutto in avanti.

Gli stabilizzatori dinamici sono rappresentati dalla cuffia dei rotatori, che è costituita dalle inserzioni tendinee dei muscoli sovraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo (extrarotatori), del muscolo sottoscapolare (intrarotatore), e del capo lungo del bicipite. Il gran pettorale ed il gran dorsale sono intrarotatori dell’articolazione gleno-omerale.

Il muscolo trapezio agisce come importante stabilizzatore della scapola e inoltre decelera la protrazione della spalla nella fase immediatamente successiva i lanci. Il muscolo deltoide funziona in tre sezioni. Il deltoide medio partecipa a tutte le attività del braccio. Il deltoide anteriore agisce in flessione ed assiste il gran pettorale ed il bicipite. Il deltoide posteriore determina l’estensione dell’arto.

Bibliografia

Bianco M.,Franzese S.. (2006). Manuale di medicina dello sport con elementi di traumatologia e pronto soccorso. CESI;
Peterson L., Renstrom P.. (2002). Traumatologia dello sport. Prevenzione e terapia. UTET.

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