Psicologia dello sport: la sincronia

Schermata 1Il modello S.F.E.R.A.®, acronimo di Sincronia, punti di Forza, Energia, Ritmo e Attivazione, creato dal centro di psicologia dello sport di Torino, ci aiuta a conoscere meglio l’atleta e ad aiutarlo ad esprimere la sua genialità.

Questi fattori insieme costituiscono la prestazione sportiva e la influenzano, positivamente o negativamente, l’atleta può imparare a conoscerli per gestirli ed utilizzarli a proprio vantaggio, in modo da esprimere al meglio le sue qualità, agendo come attore della propria prestazione, ossia imparando a poter cambiare la realtà e non a subirla.

In questo articolo approfondirò in particolare il concetto di Sincronia, il primo dei 5 fattori.
La sincronia è il punto di incontro e di equilibrio che si ha tra l’immaginazione e l’azione, cioè tra il pensiero e la realizzazione di un gesto, un movimento. È il momento in cui mente e corpo stringono una salda collaborazione e lavorano insieme per raggiungere un obbiettivo comune, la concretizzazione di una azione. Questa collaborazione è biologicamente necessaria, il movimento infatti origina dal cervello, dal pensare un gesto, questo pensiero che avviene grazie al sistema nervoso centrale si traduce in un segnale nervoso che giunge ai motoneuroni, che di conseguenza azionano la contrazione muscolare, e quindi il movimento. Anche la fisiologia ci insegna come sia necessario perciò essere concentrati sull’azione e non farsi distrarre da altri fattori, da altri pensieri, per permettere correttamente la trasmissione del segnale di movimento.

Si è in sincronia quando si ha la massima connessione mente-corpo, ossia quando si sta svolgendo un’azione e si è incredibilmente concentrati su ciò che si sta eseguendo. Essere in sincronia significa essere presenti nel qui e ora cioè nel presente; è il momento in cui pensieri e azioni si fondono e ci si sente dentro il gesto atletico. L’atleta in sincronia, riesce a dividere l’azione in tante microfrazioni e sentirle tutte dalla prima all’ultima.

Quando il fattore sincronia è presente, si manifesta una perfetta coincidenza e corrispondenza tra le risorse interne ed esterne, si vive istante per istante con la massima consapevolezza, e corpo e mente utilizzano lo stesso linguaggio per comunicare.

La personalità di ognuno di noi, atleta o allenatore, è influenzata in maniera maggiore da uno dei 5 fattori rispetto agli altri; l’atleta con dominanza di sincronia di fronte alla competizione dimostra un ottimo equilibrio emotivo e fisico e una valida capacità di anticipazione, tecnico-tattica e mentale.
Uscire dalla sincronia è un errore molto comune, per esempio capita di frequente quando il risultato viene visto come più importante della prestazione in sé e quindi l’atleta pensa più al punto che alla qualità del gioco. Si perde la concentrazione, ci si lascia trasportare da pensieri disturbanti, e si indirizzano i pensieri solo al finale piuttosto che al gesto in sé e alla qualità della prestazione che si sta attuando, finendo per non curare e non prestare attenzione al movimento a sufficienza.
L’eccessiva tensione, l’ansia, l’agitazione e il fissarsi nella mente di immagini preoccupanti e pensieri inquietanti sono tutti sintomi di mancanza di sincronia, infatti si può capire come non ci sia più equilibrio tra pensiero e azione ma la persona sia completamente sbilanciata sul pensiero (preoccupazione) dimenticandosi del contatto pratico con la realtà, cioè l’azione. Questi pensieri intrusivi sono molto comuni quando la mente è proiettata nel futuro, o nei ricordi della passato e influenzata dall’esterno, per esempio dal pubblico, dall’arbitro/giudice, dall’avversario.
Parlando di esterno è necessario considerare che, essendo la sincronia il fattore legato al tempo presente, cioè al qui e ora, comprende anche l’interazione che il soggetto ha con l’ambiente in cui si trova, per tanto l’atleta dovrà includere nel suo quadro di armonia generale anche ciò che lo circonda, sia che si dedichi ad uno sport che si pratica all’esterno: dove il clima, il meteo e la plasticità della natura sono elementi fondamentali; sia che l’atleta gareggi in una palestra o un ambiente artificiale dove dovrà prendere confidenza con materiali, luci, temperatura, acustica, spazi e altro.

Per quanto riguarda le squadre è importante ricordare che oltre alla sincronia che ogni atleta deve trovare dentro sé stesso, è necessario ricercare la sincronia di gruppo. La sincronia di gruppo la si raggiunge quando non vi sono tensioni tra i compagni, quando c’è un rapporto di fiducia e stima, quando lo spirito di squadra è alto e si ha la consapevolezza che si sta lavorando insieme verso la stessa direzione, canalizzando le forze e la concentrazione verso un obbiettivo comune. Ora tocca a voi, avete una buona sincronia??

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