Psicologia dello sport: il ritmo

Schermata 1RITMO! Ecco il quarto fattore componente la S.F.E.R.A.® della prestazione dell’atleta, bambino o adulto che sia, appassionato o professionista, alle prime armi o esperto!

Ritmo, una parola che conosciamo tutti, che abbiamo usato più volte nei nostri discorsi. Cos’è il ritmo? Dal dizionario: Il ritmo è il susseguirsi di una serie di accenti (cellula ritmica) con una periodica regolarità.

Il ritmo è quindi è qualcosa che possiamo trovare in tantissimi ambiti, in diversi contesti. Probabilmente il primo che ci viene in mente, è quello musicale: il ritmo di una canzone, quindi quello della base e quello delle parole che compongono il testo, oppure di un ballo o una danza, proprio perché questa si fonde con la musica. Provando però ad allargare l’orizzonte, possiamo trovare il ritmo praticamente ovunque: partendo dal ritmo del corpo umano, cioè quello cardiaco, quello fisiologico, arrivando a quello della natura, dove c’è ritmo nel susseguirsi delle stagioni, nel sorgere e tramontare del sole. C’è un ritmo nel parlare nel muoversi, nel fare le faccende quotidiane, nel lavorare, e ognuno ha il proprio.

Ecco il punto di partenza: ogni persona ha un ritmo personale, diverso dagli altri e il primo passo verso una maggiore consapevolezza di sé è imparare a riconoscere i propri ritmi. Per quanto riguarda il mondo dello sport, molti atleti non saranno affatto sorpresi nel sentir affermare che ogni sport e disciplina si basano su diversi ritmi, anche se non sono legati alla musica, altri invece, magari non ci avranno mai fatto caso! Ogni movimento è costituito dal un insieme di micromovimenti, che devono essere compiuti con un preciso ritmo, per esempio la corsa, o il nuoto, i salti ecc… e come tutti abbiamo potuto provare, una variazione di ritmo implica un importante cambiamento, sia esso in positivo o in negativo. Facciamo un esempio: un maratoneta sta correndo, decide di accelerare e fare l’ultimo sprint per chiudere la gara, questo è un cambio di ritmo favorevole, diversamente immaginiamo un calciatore che durante uno sprint accelera troppo la corsa e finisce per perdere stabilità, ecco un cambio di ritmo sfavorevole. Abbiamo quindi notato come il ritmo per ogni atleta sia un aspetto fondamentale, l’atleta può imparare a conoscerlo e curarlo, affinarlo, come ogni gesto tecnico. Quando l’atleta è in pieno ritmo avrà la percezione di essere elegante, leggero, fluido nei movimenti, coordinato; al contrario in assenza di esso si sentirà scoordinato, stanco, bloccato, rigido e scattoso.

Il ritmo, oltre a quello collegato al movimento, deve essere anche curato sotto altri aspetti, a partire dal ritmo sonno/veglia, portando quindi l’attenzione sulle abitudini riguardanti le ore di sonno e gli orari di riposo. È importante che ogni atleta si conosca e impari a capire quante ore di sonno sono indispensabili per lui e in quale fascia oraria, senza dimenticare di analizzare la qualità del sonno. Oltre al ritmo sonno veglia, bisogna programmare correttamente gli altri ritmi di lavoro, a partire dalla programmazione del lavoro nella stagione, con i giusti periodi di riposo, passando a focalizzare bene i periodi di lavoro nell’arco del mese, della settimana e una corretta distribuzione delle ore nell’arco della giornata; infine stringendo sui giusti tempi di recupero all’interno di uno stesso allenamento, tra un esercizio e l’altro.

Altri due ritmi da studiare e imparare a gestire sono il ritmo respiratorio e il ritmo del battito cardiaco, essi sono strettamente correlati e imparare a regolarli tramite diverse tecniche di respirazione e rilassamento aiuterà a migliorare la consapevolezza del nostro corpo, dei nostri movimenti e quindi a permetterci di avere maggiore sicurezza e di ridurre gli stati ansiosi.
Non dimentichiamo inoltre che nelle squadre è fondamentale che oltre a regolare il proprio ritmo si coordini il proprio ritmo con quello dei compagni, così le forze saranno tutte canalizzate verso lo stesso fine e non ci saranno sprechi di energia; immaginiamo una squadra di tiro alla fune dove i componenti hanno ritmi di tirata differenti e scollegati: i loro sforzi perdono completamente di efficacia.

Ci sono tanti esercizi che possono aiutare i praticanti di tutti gli sport e discipline ad abituarsi a seguire un ritmo, si basano sull’utilizzo della musica, o di battute scandite da un metronomo. Provare per credere, concedete ai vostri atleti un allenamento musicale, con diversi ritmi: oltre che ad ottenere risultati importanti, aggiungerete agli allenamenti anche un tocco di divertimento e spontaneità. In particolare lo studio dei ritmi musicali risulta ottimo nelle attività ludico motorie dei bambini.

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