Introduzione alla psicologia dello sport

Schermata 1La psicologia dello sport è un ramo della psicologia che si occupa di studiare tecniche per aiutare gli atleti ad ottimizzare la propria prestazione. Ma su cosa si basa? Che certezza abbiamo della sua efficacia?

Per rispondere a queste domande è necessario entrare in contatto con il mondo delle neuroscienze.
Neuroscienze è chiaramente l’unione di due parole, scienze quindi studi e ricerche, e neuro ossia composizione, struttura, funzionamento, del sistema nervoso centrale (cervello) e periferico (l’insieme dei nervi).
Le neuroscienze, nell’ambito della psicologia, sportiva e non, ci permettono di capire come parole, pensieri, esperienze, attività influiscano sul nostro comportamento.
Per aiutare l’atleta nella sua crescita tecnica, e per aiutarlo ad avere maggiore fiducia in sé stesso ed aprirsi a nuove esperienze, è importante dargli alcune basi scientifiche per avere lo stimolo a non arrendersi mai.
Parleremo quindi di apprendimento e di capacità di anticipazione.

Facciamo un salto indietro, a quando eravamo bambini, è provato, dalle neuroscienze, che nel primo anno di vita scompaiono una buona percentuale di neuroni e sinapsi presenti fin dalla nascita nel cervello. Naturalmente a scomparire saranno i neuroni riguardati azioni, pensieri, nozioni non utilizzati, non sufficientemente stimolati. Per questo è importantissimo tenere attivi i bambini con giocattoli di tutti i tipi e di tutti i colori, e con attività che lo coinvolgano. A partire da questo principio, per tutta la nostra vita, più svolgeremo un’azione di qualsiasi tipo, maggiormente la superficie cerebrale si dedicherà a quell’ambito, si specializzerà, registrerà informazioni e acquisirà una profonda competenza. Questo succede grazie ad una modificazione dei contatti sinaptici, infatti con l’apprendimento si verifica un aumento di connessioni sinaptiche dei neuroni, ma allo stesso tempo, se una certa area cerebrale non verrà utilizzata, questa ridurrà il numero di contatti che possiede; possiamo così affermare che il cervello si modifica proprio in senso fisico.

Il nostro cervello ci fa dunque capire che è in grado di mantenere questa dinamicità, questa capacità di apprendere e migliorarsi anche in età avanzata in qualsiasi ambito, e di come sia importante restare allenati e aprirsi sempre a nuovi stimoli ed esperienze per mantenerlo attivo. Le neuroscienze inoltre insegnano che le differenze di patrimonio genetico determinano quindi solo parzialmente la struttura del nostro cervello, il resto verrà influenzato dalle nostre esperienze, pertanto, questa nozione non vi permetterà di usare la scusante :in famiglia siamo negati!!. A livello sportivo, questo ci indica come non bisogna mai arrendersi davanti a un non ci riesco o un non ce l’ho mai fatta e quindi non ce la farò mai; perché il cervello, che controlla e gestisce i movimenti del nostro corpo, è sempre in grado di imparare cose nuove, nuovi movimenti, nuove tecniche, nuove soluzioni. Vi ricordate per esempio le prime volte che avete provato di andare in bicicletta? O quando facevate le prime guide con la vostra auto? Sarà sicuramente stato macchinoso, faticoso, poi il cervello ha registrato i movimenti grazie al supporto di nervi e neuroni sensoriali e poco alla volta li ha resi più fluidi, più sicuri, e più rapidi, si è specializzato!

Passiamo a parlare ora di esperienza, che nello sport è fondamentale nella capacità di anticipazione, soprattutto nelle discipline di situazione. Il cervello, come appena detto, registra i segnali esterni ed interni del nostro corpo. Impara che a determinate azioni seguono precise conseguenze, e una volta appreso ciò tenterà sempre di prevedere ciò che accadrà dopo una determinata azione, ed ogni volta che ripeteremo questa sequenza di movimenti, aggiungerà dettagli ed attuerà modificazioni in modo da rendere l’aspettativa futura il più fedele possibile alla realtà. Perciò il fatto di ripetere tantissime volte un gesto per affinarlo, è incredibilmente utile, in particolare, questo concetto diventa fondamentale quando si parla di sport di situazione. Pensiamo a quando ci troviamo ad affrontare un avversario che tramite qualche trucchetto riesce a rubarci la palla e ci lascia impalati. Provare e riprovare l’azione con un avversario, e arricchirci di esperienza e di prove di tale gesto permetterà poi al cervello di conoscere più soluzioni e di avere più informazioni per capire in anticipo cosa sta succedendo e ci farà successivamente reagire molto più rapidamente ed efficacemente, evitandoci una perdita di palla…imbarazzante!

Quindi, sia per quanto riguarda l’apprendimento di un gesto o un movimento, sia per quanto riguarda l’apprendimento di uno schema e della reazione alle azioni ricordatevi che l’allenamento non è mai abbastanza, e non arrendetevi davanti ai primi, anche se numerosi, fallimenti; arricchite il vostro cervello!

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail