Psicologia dello sport: il modello SFERA

Schermata 1Il Centro di psicologia dello sport di Torino, del Dott. Vercelli, ha elaborato un modello, chiamato SFERA, che aiuta l’atleta a mettere ordine nella propria mente, ed a strutturare un percorso di miglioramento.

Il modello SFERA è caratterizzato dai 5 fattori che stanno alla base della prestazione sportiva e che radunano, le emozioni, le sensazioni, le azioni, e i pensieri che vive l’atleta. Grazie a questo strumento possiamo analizzare le prestazioni sportive degli atleti, per comprendere cause e conseguenze delle sue azioni in competizione.
Ogni atleta ha un fattore preferito e uno che crea maggiori difficoltà, riuscite a riconoscere il vostro?

SFERA è l’acronimo di : Sincronia, Punti di Forza, Energia, Ritmo ed Attivazione.

• Sincronia: Si è in sincronia quando si ha la massima connessione mente-corpo, ossia quando stiamo facendo qualcosa e siamo incredibilmente concentrati su ciò che stiamo eseguendo. Essere in sincronia significa essere presenti nel qui e ora senza proiettare la mente altrove, cioè verso il passato,il futuro, le conseguenze, le preoccupazioni, e le distrazioni dell’ambiente. Essere in Sincronia significa percepire ogni movimento come un insieme di micromovimenti e viverli con la massima consapevolezza, è il momento in cui pensieri e azioni si fondono, ci si sente dentro il gesto. Quando questa è assente, come vi sarà capitato, sopraggiungono ansie e paure, sintomo che la persona è sbilanciata nel pensiero e non sull’azione, probabilmente proiettata al risultato piuttosto che alla qualità della prestazione.

• Punti di forza: Sono l’insieme delle migliori capacità dell’atleta. Possiamo definirli i cavalli di battaglia. Sono suddivisibili in quattro categorie: fisici, tecnici, tattici e mentali. L’atleta, ha con sé i punti di forza quando ne è pienamente consapevole ed è in grado di concentrarsi su di essi lasciando da parte i propri punti deboli. Inoltre riesce ad esprimerli e sfruttarli al massimo durante la competizione. Portare con sé i punti di forza significa avere una buona autoefficacia (sentirsi capace di svolgere un preciso compito), e quindi sentirsi sicuri di sé. Quando l’atleta in gara non è focalizzato sui punti di forza vede davanti a sé le proprie debolezze e i propri errori commessi in passato, vede l’avversario come più bravo o più forte e vive delle sensazioni negative.

• Energia: E’ quella che tutti conosciamo, è la forza, la potenza, la reattività, il tono muscolare. Avere energia è sinonimo di sentirsi comodi e a proprio agio. Quando c’è energia si avverte un senso di equilibrio e si ha consapevolezza del tono muscolare, ed è al massimo quando l’atleta è in grado di modularla a seconda della necessità. Quando in gara l’atleta non ha un corretto bilancio di energia può andare incontro a stanchezza, svogliatezza, intorpidimento, aggressività e demotivazione. Quando inoltre egli si focalizza su fattori che non dipendono da lui e non può controllare, spreca la sua energia, per esempio preoccupandosi dell’ambiente esterno, o dei giudizi arbitrali.

• Ritmo: E’ il giusto flusso nella sequenza dei movimenti, è quando l’atleta eseguendo un gesto o una serie di gesti consecutivi si percepisce come elegante, spontaneo e leggero. Non è solo per sport che utilizzano una base musicale, in tutti i gesti c’è un ritmo! Ogni persona ha un proprio ritmo, nelle attività quotidiane, nei movimenti, nel respiro e nella gara. E’ strettamente legato: al respiro, che anche esso segue un ritmo fisiologico, ed anche ai tempi di recupero dell’atleta dopo uno o ripetuti sforzi. Quando il ritmo viene a mancare i movimenti dell’atleta diventano scattosi, rigidi e disarmonici. Si percepisce il movimento come uno sforzo, come una fatica.

• Attivazione: L’attivazione è il cosiddetto interruttore, acceso/spento. Un atleta è attivato quando percepisce motivazione, piacere, voglia di fare, entusiasmo. E’ trascinata da un obbiettivo, un sogno, che accende l’atleta e lo porta a dedicarsi del tutto al raggiungimento del suo scopo. La persona è attiva e desidera cambiare la realtà cambiando l’emozione con la quale la percepisce. Il divertimento e l’entusiasmo sono sensazioni che si verificano quando si è in piena attivazione, anche in gara. L’atleta che sa regolare l’attivazione sa accendersi e spegnersi a seconda delle necessità, in particolare nelle gare a più riprese intervallate da tempi di riposo. L’assenza di attivazione ha come conseguenza la poca voglia di fare (qualsiasi cosa), demotivazione, senso di stanchezza. Spesso queste sensazioni dipendono dalla mancanza di un obbiettivo oppure una finalità poco stimolante.

Questi 5 fattori insieme interagiscono e si influenzano, ed è tramite la conoscenza e la consapevolezza che l’atleta può imparare a gestirli e ad usufruirne positivamente durante la sua prestazione.

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