
Nell'allenamento con i pesi, ma in linea generale per tutte le attività sportive, sussiste un importantissimo principio di recupero ed adattamento che se letto correttamente consente di programmare le sedute di allenamento per trarne il massimo dei benefici e non cadere nel sovrallenamento. |
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L'allenamento ha dunque il fine di fornire degli stimoli esterni capaci di portare delle modificazioni adeguate dell'organismo che gli possano consentire di sopportare gli stress fisici con sempre maggiore disinvoltura, tale processo non si limita al semplice ripristino delle scorte energetiche e alla riparazione delle microlesioni del tessuto muscolare, ma provvede anche ad incrementare sia la quota energetica, ottimizzandone il rendimento tramite la variazione di attività enzimatiche e del numero dei mitocondri, sia variando il volume delle fibre contrattili, tutto ciò in previsione di una maggiore e futura tollerabilità. dell'evento.
La ripetizione dell'attività muscolare produce un effetto variabile in relazione all'intensità dello stimolo stressante precedente e alla durata del periodo che è trascorso tra i due eventi. Se l'intervallo tra le due sedute di allenamento è troppo basso, l'organismo è costretto a subire un evento stressante in condizioni non ottime in quanto si trova ancora nella fase di recupero, in tal caso il susseguirsi di allenamenti troppo ravvicinati ed intensi provoca un esaurimento, con evidenti cali della prestazione. La valida pianificazione
delle sedute produce un successivo innalzamento
della resistenza. E' necessario quindi far
trascorrere il giusto tempo di recupero
tra le sedute, tale periodo non deve essere
troppo lungo però per non superare
lo stato di supercompensazione, si cerca
quindi di sfruttare il ricordo che l'organismo
possiede della seduta precedente, in tal
caso sottoponendo. |