
L'ipertrofia
muscolare rappresenta l'incremento di volume delle fibre contrattili che porta
al tanto ricercato aumento della massa muscolare. Il muscolo che viene sovraccaricato
subisce delle lesioni che nella fase di recupero lo portano ad incrementare il
suo diametro per riuscire a mantenere la velocità di contrazione costante
per carichi sempre maggiori.
Lipertrofia muscolare coinvolge tutte le
strutture subcellulari, ma agisce in particolare sulle strutture contrattili.
Il sovraccarico produce microlesioni nel tessuto, in particolare nelle contrazioni
eccentriche, l'organismo risponde ricostituendo il tessuto danneggiato ridimensionandolo
depositando maggiori quantità di materiale proteico che si esplica producendo
nuove miofibrille di diametro maggiore e la produzione di nuovi sarcomeri. Il
sistema di risposta agisce incrementando la sezione trasversale della fibra in
modo da poter distribuire lo sforzo su una superficie più vasta, in tal
modo il carico a cui è sottoposto ogni mm quadrato di tessuto rimane costante.
Le cellule muscolari inoltre incrementano i loro depositi di CP, ATP e glicogeno,
modificazioni che apportano notevoli vantaggi nell'esecuzione di sforzi brevi
ma intensi, tipici dell'attività anaerobica. Le modifiche apportate alle
miofibrille sono seguite da un incremento della sintesi di DNA che produce nuove
cellule del tessuto connettivo di tendini e legamenti, tale irrobustimento produce
maggiore protezione nei confronti dei carichi massimali.
L'allenamento
anaerobico di potenza porta all'incremento della materia contrattile ed all'accumulo
di composti chimici ad alto contenuto energetico e dei relativi enzimi interessati
nel processo ricostitutivo di tali riserve come la creatinfosfochinasi, non si
hanno invece evidenti incrementi della capillarizzazione del muscolo, anche i
mitocondri, organuli nei quali si svolgono le reazioni di respirazione della cellula,
non subiscono ne incrementi di volume ne di numero in quanto il loro lavoro di
centrali energetice strettamente legati all'ossigeno non è particolarmente
stimolato dall'attività anaerobica, necessita invece di fonti che possano
erogare energia molto velocemente come il CP e l'ATP.
Per tale motivo spesso l'incremento della massa muscolare è associato ad una diminuzione delle capacità aerobiche. Nell'allenamento aerobico invece l'aumento della capillarizzazione, la formazione di nuovi mitocondri e l'incremento del loro volume rappresentano modificazioni predominanti rispetto al deposito di nuovo materiale proteico.
il metodo d'allenamento gioca quindi un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell'ipertofia, l'utilizzo di carichi bassi, con molte ripetizioni a velocità d'esecuzione lenta e controllata migliora la capacità aerobica incrementando il numero e le dimensioni dei mitocondri, favorisce la capillarizzazione delle fibre lente, questo metodo è utilizzabile per i muscoli posturali che posseggono un elevato numero di fibre lente. Per i muscoli che poseggono invece una più alta concentrazione di fibre bianche si utilizzano carichi elevati, con numero di ripetizioni basso eseguite con contrazioni veloci (esplosive), in tal modo si avranno dei miglioramenti delle capacità anaerobio-lattacide e l'incremento del diametro delle fibre muscolari.