Cellule staminali

Schermata 1La leggenda narra che quando Prometeo trasgredì le leggi degli antichi dèi e rubò il fuoco per donarlo agli esseri umani ed insegnare loro la civiltà e le arti, l’ira degli dèi lo colpì con una terribile punizione: Giove incatenò il grande Titano ad un fianco del Monte Caucaso affinché un’aquila facesse preda ogni giorno del suo fegato, il quale continuava però a rigenerarsi, tanto rapidamente quanto più voracemente veniva divorato.

Nel mito di Prometeo viene descritta per la prima volta la strabiliante abilità dell’organismo umano di riparare se stesso. Durante il corso della vita, infatti, il nostro organismo è soggetto a numerosi e ripetuti insulti (le ferite, i traumi, le malattie) i quali, tuttavia, solo raramente finiscono per creare danni irreversibili a carico degli organi e dei tessuti.

Le prime descrizioni scientifiche della capacità rigenerativa di un essere vivente risalgono agli studi condotti nel 1740 da Trembley sulle idre; successivamente tali osservazioni sono state confermate ed estese ad un ampio numero di organismi del regno animale, dagli urodeli ai pesci, fino agli esseri umani, benché in questi ultimi sia stata evidenziata la limitatezza di tale proprietà. Questo costituisce probabilmente il prezzo da pagare per l’acquisizione di un elevato livello di complessità funzionale, tipica degli organismi evolutivamente più avanzati.

Le cellule staminali sono cellule dotate di caratteristiche funzionali peculiari che le distinguono da tutte le altre cellule: queste sono cellule altamente immature, capaci di auto-mantenersi e differenziarsi dando origine a uno o più tipi di cellule strutturalmente e funzionalmente mature. Il termine staminale deriva dal latino stamen, filo del destino. Infatti, le cellule staminali sono all’origine di tutte le cellule differenziate e specializzate di un organismo adulto.

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