Il potenziamento muscolare nella ginnastica posturale

Schermata 1La ginnastica posturale richiede anche un intervento mirato a migliorare la tonicità dei muscoli proprio per poter mantenere nel tempo l’azione correttiva ottenuta con l’assunzione di una postura giusta.

Prima di poter migliorare e sviluppare il controllo posturale e di per poter apportare le specifiche correzioni ai soggetti con alterazioni morfologiche, infatti, è indispensabile realizzare una buona condizione di partenza. La muscolatura del nostro corpo riveste un ruolo fondamentale nella quotidiana lotta contro la forza di gravità per il mantenimento della postura eretta. La tonicità permette di poter mantenere le varie posture con uno stato di tensione sufficiente. Attraverso gli esercizi di potenziamento muscolare si possono migliorare le condizioni meccaniche e fisiologiche dei diversi gruppi muscolari che possono tornare ad un corretto movimento ed a compiere una funzione di sostegno. La ginnastica posturale si serve di esercizi di tipo isometrico e di tipo misto (isometrico ed isotonico). Vanno sempre considerati i fattori meccanici (resistenza, frequenza, durata, ripetizione) e fisiologici (elasticità, contrattilità, tonicità). I muscoli che maggiormente vanno stimolati sono gli addominali, gli adduttori delle scapole, gli spinali profondi, gli erettori della colonna, l’ileo-psoas e la muscolatura degli arti superiori ed inferiori.
Di seguito vediamo i principali nel dettaglio.

I muscoli erettori della colonna svolgono un ruolo molto importante nella meccanica respiratoria e consentono di mantenere la posizione eretta del rachide. Un esercizio per il potenziamento di questi muscoli, nella ginnastica posturale, è l’autoallungamento accompagnato dal ritmo respiratorio, eseguito sotto carichi adatti (pesi per caviglie e polsi) e con opportuni attrezzi. L’utilizzo ad esempio del Bosu, una pedana circolare dotata di una parte piatta e una convessa, permette il potenziamento attraverso la stabilizzazione e il movimento-isolamento del tronco, mantenendo la colonna vertebrale in posizione neutra o allineata correttamente. Quando il soggetto controlla attivamente la colonna, si aggiungono movimenti contro laterali delle braccia e delle gambe. Il potenziamento di tali muscoli permette il riequilibrio della statica vertebrale, del sistema neuromuscolare, consente di realizzare le correzioni locali di ogni curva sia nelle deviazioni antero-posteriori che in quelle laterali.

I muscoli addominali, consentono di contenere la massa addominale evitando, così, che gli organi interni prolassino in avanti e donano stabilità alla colonna vertebrale evitando che raggiunga una iperlordosi. I muscoli addominali (in particolare il trasverso) svolgono un’importante funzione nella respirazione: nell’inspirazione consentono al diaframma di appoggiarsi per poter espandere la parte inferiore del torace; nell’espirazione profonda agiscono sull’abbassamento costo-sternale e fanno risalire il diaframma.

Gli esercizi per gli addominali comprendono tradizionalmente i curl addominali, in cui i soggetti possono iniziare in posizione supina, con i piedi poggiati sul pallone fitball. Si chiede al soggetto di premere i piedi sulla palla per facilitare il lavoro dei muscoli dei glutei e posteriori della coscia e per inibir l’ileopsoas. Mantenendo tale posizione si possono eseguire i curl in avanti e gli addominali obliqui. Grazie all’utilizzo della fitball e con la maggiore esperienza del soggetto si possono eseguire i curl addominali mettendo alla prova l’equilibrio e aumentando l’ampiezza del movimento di contrazione degli addominali. Non sono, quindi, necessarie contrazioni abnormi che rischierebbero di creare tensioni e contratture.
Un’insufficienza dei muscoli glutei e degli estensori del rachide per paralisi degli spinali lombari possono essere due delle cause determinanti una lordosi lombare. Per tanto, è bene esercitare i muscoli estensori del rachide, i glutei e quelli posteriori della coscia partendo dell’utilizzo della posizione a ponte, ricordando al soggetto di mantenere un atteggiamento il più possibile stabile ed asintomatico della colonna vertebrale. Si può iniziare da esercizi più semplici, ovvero con delle serie in cui lavorano esclusivamente i glutei, per giungere gradualmente al mantenimento della posizione a ponte con l’aggiunta di movimenti delle gambe o delle braccia.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail