Il mal di schiena

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Il mal di schiena può essere un evento invalidante perché doloroso e recidivo, interessa maggiormente il tratto lombare e più di rado quello dorsale. Colpisce indistintamente sia gli uomini che le donne, sia chi svolge lavori statici sia chi svolge quelli pesanti. La maggior parte di tali algie è dovuta dalle scorrette posture assunte dalla colonna vertebrale e la causa più frequente è imputabile al disco intervertebrale. Le circostanze in cui compare il dolore sono variabili: durante l’esecuzione di un semplice gesto; conseguentemente ad uno sforzo; la maggior parte delle volte dopo un trauma. I fattori di rischio che predispongono gli individui al mal di schiena, secondo uno studio effettuato dal “National Institute for Occupational Safety and Health” (NIOSH) possono essere associati al numero di traumi osteomuscolari che aumenta ogni volta che vengono sollevati oggetti pesanti da terra ed in modo frequente. Altri fattori di rischio sono i movimenti del tirare, spingere, ruotare, scivolare, inciampare, sedersi, la perdita della lordosi lombare, la diminuzione della forza della muscolatura del tronco, le condizioni fisiche poco buone ed alcuni variabili sociali quali l’abuso di farmaci, droga ed alcool.

Le dorsalgie sono affezioni che si manifestano con dolori nella regione dorsale mentre le lombalgie consistono in un dolore al tratto lombare inferiore o al passaggio lombo-sacrale, a volte associato a qualche irradiazione alla natica o posteriormente alla coscia.

Le principali forme cliniche per la dorsalgia sono:
• Statica (dovuta a squilibri statici vertebrali congeniti o acquisiti);
• Benigna delle giovani donne (dovuta a fattori statico-professionali, muscolari e psichico);
• Psicosomatica (dovuta ad una componente psichica che si aggiunge a preesistenti cifosi);
• Da alterazione articolare (dovuta a compromissione articolare interapofisaria o costovertebrale con carattere improvviso ed acuto in seguito ad un falso movimento o ad uno sforzo).

Le principali forme cliniche per la lombalgia sono: La forma della gestante, lombo sciatalgia e lombocruralgia.
• La lombalgia della gestante è imputabile ad un aumento della lordosi dovuto da un lieve spostamento in avanti del bacino per il peso dell’utero gravido. Si ha, inoltre, un maggior affaticamento della muscolatura paravertebrale ed una lassità legamentosa.
• Nella lombosciatalgia il dolore si irradia dal rachide lombo-sacrale lungo la faccia posteriore ed esterna dell’arto inferiore. Il rachide lombare si presenta molto rigido, con contratture e forti dolori. La lombalgia può essere alta ed interessare il tratto dorso-lombare (sindrome della cerniera dorso-lombare) oppure bassa ed interessare il tratto lombo-sacrale. La sindrome della cerniera dorso-lombare è associata alle attività sportive che prevedono improvvisi e forzati movimenti di latero-flessioni e rotazioni del tronco. La sintomatologia è caratterizzata, oltre che dalla lombalgia, anche da dolori addominali bassi.
• La lombocruralgia, più rara della lombalgia, è caratterizzata da dolore che si irradia nella faccia anteriore ed interna dell’arto inferiore ed è causata in genere da un’ernia.

Bibliografia
Tribastone F., Tribastone P. (2001). Compendio di Educazione Motoria Preventiva e Compensativa.

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