
L'acido folico (pteroilmonoglutammico) è formato da una pteridina 2-4-6 sostituita legata in posizione 6 con un acido p-amminobenzoico e da un acido glutammico legato a quest'ultimo. L'uomo è in grado di sintetizzare queste componenti ma non può assemblarle e quindi deve assumere i folati con la dieta. Le varie forme coenzimatiche di questa vitamina sono da ricondursi al tetraidrofolato (THF); esistono almeno 7 forme coenzimatiche contenenti THF e queste sono: N5-metil-THF; N5,N10-metilen-THF; N5,N10-metenil-THF; N5-formimmino-THF; N5-formil-THF; N10-formil-THF; THF libero.
Senza farsi spaventare dai nomi si può affermare che ognuna di queste forme coenzimatiche differisce dall'altra solo per un frammento monocarbonioso che può essere allo stato di ossidazione di metile, metilene o di metino, la struttura di base infatti rimane inalterata. Entro certi limiti questi coenzimi sono interconvertibili tra loro. La funzione principale di tutti questi coenzimi si può quindi facilmente capire che è quella di partecipare come accettori o donatori alle reazioni di trasferimento del frammento monocarbonioso, che sono numerose.
Facciamo adesso alcuni esempi a cui partecipano alcuni
dei coenzimi del THF sopra citati:
1) N10-formil-THF: partecipa alla reazione di biosintesi
dell'IMP (inosina monofosfato) una molecola dalla
quale poi si originano due purine: l'AMP (adenosina
monofosfato) oppure la GMP (guanosina monofosfato).
2) N5-metil-THF: partecipa solo alla reazione di trasformazione
dell'omocisteina in metionina. La metionina poi dà
luogo alla S-adenosilmetionina (SAM) che è
il generico donatore di CH3, dando S-adenosilomocisteina
(SAH). La SAM viene così rigenerata continuamente.
Questa reazione necessita anche di vit. B12, ecco
perché queste due vitamine (folati + vit. B12)
vengono in genere somministrate insieme.
3) N5, N10-metilen-THF: La fonte più importante
di questo coenzima è la reazione serina idrossimetiltrasferasica
ovvero la reazione che porta dalla serina alla glicina
ricavando questo coenzima dal THF. Una reazione fondamentale
che usa questa forma coenzimatica invece è
la sintesi di dTMP (desossirtimidilato) dal dUMP (desossiuridilato)
le quali sono 2 basi puriniche.
E' una vitamina termolabile, idrosolubile e sensibile agli alcali. Il pool totale corporeo varia da 6 a 10 mg; viene depositata come derivato poliglutammico nel fegato che è l'unico organo adibito all'immagazzinamento. Esiste una sintesi endogena effettuata dalla flora batterica intestinale ma questa non è assimilabile e viene escreta assieme a quella non assorbita e a quella che sfugge alla circolazione enteroepatica della bile (la perdita è maggiore negli alcolisti). La mobilizzazione dei folati dai depositi prevede il distacco dei vari acidi glutammici presenti dallo pteroilpoliglutammato che non attraversa liberamente le membrane cellulari. In generale circa metà dei folati nei cibi è disponibile per l'assorbimento anche se sono presenti degli inibitori nei legumi e nel cavolo. Un'ottima fonte alimentare di questa vitamina è il fegato.
La sintomatologia della carenza di folati manifesta
in 4 stadi:
1° stadio) < di 3 mg/ml nel siero. Depositi
inalterati
2° stadio) < di 160 mg/ml negli eritrociti
3° stadio) riduzione dell'eritropoiesi
4° stadio) sintomi clinici: eritrociti grandi,
elevato volume corpuscolare medio, anemia.
Non sono tossici i folati ma possono interferire
con farmaci anticonvulsivi ed inoltre possono
alleviare un'anemia mascherando un eventuale deficit
da vit. B12 con conseguenti danni neurologici.
A causa proprio di questa interferenza fra vitamina
B12 e folati questi non dovrebbero mai essere
assunti per automedicazione o almeno è
prudente assumerli assieme alla vit. B12. Non
dovrebbero essere assunti con i preparati multivitaminici.