Vitamina k

Schermata 1Viene anche detta vitamina antiemorragica infatti K è l’iniziale della parola danese koagulationvitamin Le forme naturali più importanti della vitamina k sono la K1 (fillochinone) e la K2 (prenilmenachinone), esiste anche la K3 che è un prodotto di sintesi utilizzato come farmaco (ha il nucleo naftochinonico uguale alle due vitamine naturali ma non possiede catene alifatiche).

Assorbimento della vitamina k

L’assorbimento della vitamina k avviene nel tenue e viene facilitato dalla bile e dal succo pancreatico. Una volta assorbita anche questa vitamina, come le altre liposolubili, si lega ai chilomicroni. La vitamina k partecipa al circolo enteroepatico ed è in parte escreta con le feci. Le sue riserve sono scarse contrariamente alle altre vitamine liposolubili e sono soprattutto a livello di fegato e muscoli. La vitamina k è molto abbondante negli alimenti di origine vegetale.

Carenza della vitamina k

Il deficit è molto raro nell’adulto sano. Questo è spiegabile dal fatto che la vitamina K è abbondante negli alimenti, viene riciclata, viene sintetizzata dalla flora batterica nell’ileo. Possono esistere comunque alcune cause patologiche di carenza come: 1) estrusione biliare 2) malassorbimento lipidico 3) malattie epatiche Si deve tener conto poi che esistono alcuni farmaci come i salicilati (Es: Aspirina) che interferiscono coi sistemi enzimatici della vitamina K e possono essere considerati in un certo senso emorragici. Nel neonato il deficit invece può essere frequente causando la malattia emorragica del neonato. Le cause sono molteplici: 1) Scarso passaggio placentare 2) Fegato immaturo 3) Latte materno povero 4) Intestino sterile nei primi giorni di vita (non ci sono batteri che effettuano una sintesi endogena) La dose consigliata per l’adulto, anche se i bisogni non sono ben determinati, è di 50-70 µg al giorno.

Azione della vitamina k

La principale funzione della vitamina K è legata alla coagulazione del sangue: essa, sotto forma ridotta (difenolica), riveste un ruolo coenzimatico nella reazione di carbossilazione di certe proteine come la protrombina e i fattori VII, IX, X. Un’ altra proteina che subisce lo stesso tipo di carbossilazione vit. K dipendente è l’osteocalcina, sintetizzata dagli osteoblasti, che interviene nel rimodellamento dell’osso e la cui sintesi è indotta dalla vit. D. Lo scopo è quello di conferire proprietà chelanti nei confronti degli ioni Ca2+.

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