
Integrazione alimentare per l'attività sportiva
Della Dottoressa Chiara Mezzetti di: www.dietaenutrizione.it
L'attività sportiva,
di ogni genere, sia amatoriale o agonistica, richiede un
dispendio energetico che dipende da diversi fattori relativi
alle caratteristiche fisiche dell'atleta, al tipo di sport
praticato, alle condizioni ambientali.
I fattori relativi alle caratteristiche dell'atleta come
il sesso, l'età e la struttura fisica (peso e altezza)
sono variabili significative del dispendio energetico: gli
uomini consumano più delle donne, i giovani più
degli anziani e le persone robuste più delle persone
di corporatura minuta.
l tipo di sport
praticato in relazione al livello di attività
(agonistica o amatoriale, allenamento o gara) e alla
durata dello sforzo: alcuni sport classificati come
aerobici (dove lo sforzo avviene consumando ossigeno)
come ciclismo, corsa, nuoto, tennis, sci, rugby o
pallacanestro richiedono un consumo energetico maggiore
rispetto agli sport di potenza come il lancio del
peso, le arti marziali, il body building.
Le condizioni ambientali fredde aumentano il dispendio
energetico che è quindi maggiore negli sport
praticati all'aperto come rugby, triathlon, calcio,
rispetto agli sport da palestra. La prima regola di
qualunque sportivo è quella di calcolare il
proprio fabbisogno energetico e di adottare una dieta
equilibrata sana e ben bilanciata in grado di coprire
tale fabbisogno.
La dieta ideale è quella gradita al soggetto
e che fornisca una quantità variata di nutrienti
e liquidi sufficienti a mantenere un peso salutare
e permettere prestazioni ottimali. Lo sportivo quindi
deve considerarsi una persona sana con un dispendio
energetico maggiore degli altri con una razione alimentare
più abbondante, di volume non eccessivo (pasti
frequenti e di moderata entità), ben digeribile
e realizzata senza eccedere nel consumo di proteine
e di grassi animali.
Normalmente la
alimentazione è più che sufficiente
per coprire i fabbisogni nutrizionali anche dell'atleta
agonista, a meno che non si alleni tutti i giorni
per diverse ore al giorno e abbia gusti alimentari
tali che gli impediscano un'alimentazione completa.
In tal caso possono venire in aiuto gli integratori
utilizzati con attenzione, sotto controllo del medico
sportivo e mai negli atleti giovanissimi o adolescenti.
Gli integratori alimentari sono di tipo diverso in relazione all'utilizzo a cui sono destinati:
INTEGRATORI ALIMENTARI SALINI
sono bevande arricchite
di sali minerali allo scopo di ricostituire le perdite
di elettroliti (soprattutto sodio, potassio e magnesio)
dovute alla sudorazione. Il loro utilizzo è
riservato ai momenti di intensa sudorazione, in particolare
durante il periodo estivo, nel caso di un'attività
fisica aerobica e prolungata nel tempo (corsa, ciclismo,
nuoto, triathlon). Esistono molte preparazioni valide
in commercio, l'unico accorgimento è valutare
bene la composizione e scegliere
uelli che, oltre lo zucchero, contengono
anche sali, perché quando compare la fatica sono
propri questi ultimi che permettono di recuperare le forze.
Tra gli alimenti che la natura ci mette a disposizione abbiamo
dei validi integratori che possono aiutarci a recuperare
le energie perdute durante lo sforzo fisico: una bella tazza
di thè caldo con un cucchiaino di miele e succo di
limone; oppure il polisalino naturale: 500 ml di acqua,
2 limoni spremuti, 3 cucchiai di miele e 1 cucchiaino raso
di sale marino integrale.
INTEGRATORI ALIMENTARI ENERGETICI
(GLUCIDICI)
Durante l'impegno muscolare è utile effettuare una
reintegrazione delle calorie perse, per non ritrovarsi in
deficit energetico. In commercio esistono molti preparati
con il giusto apporto di carboidrati (in particolare fruttosio
e maltodestrine), utili per favorire un reintegro delle
riserve di glicogeno consumate dall'organismo. Tali integratori
sono validi nei casi di sport che prevedano uno sforzo continuo
e prolungato, in condizioni climatiche avverse (alpinismo,
ciclismo) dove può essere complicato rifornirsi di
energia sufficiente tramite gli alimenti. Per tutti gli
altri casi la natura ci viene in aiuto: l'uva sultanina,
le noci o i fichi secchi forniscono un valido supporto glucidico
di facile digeribilità che l'atleta può tenere
in tasca e consumare a manciate man mano che procede con
lo sforzo fisico.
Dopo l'attività si possono consumare anche nocciole
(per esempio con una macedonia di frutta) oppure un'associazione
di miele e banane allo scopo di tonificare i muscoli indolenziti
e affaticati senza variare il tasso di glicemia nel sangue,
quindi senza rischi di crisi ipoglicemiche così frequenti
nell'atleta agonista.
INTEGRATORI ALIMENTARI PROTEICI
Ogni essere umano, in quanto onnivoro, deve consumare un
certo quantitativo di proteine al giorno, queste sono quantificate
in circa 0.8 g per kg di peso corporeo nell'adulto in condizioni
normali (un uomo di 70 kg dovrebbe mangiare circa 56 g di
proteine (che trova nella sua alimentazione quotidiana mangiando
un primo e un secondo piatto a pranzo e un secondo a cena);
esistono però delle condizioni fisiologiche o patologiche
particolari in cui questo fabbisogno può aumentare
anche in maniera considerevole (infanzia e adolescenza,
gravidanza e allattamento, convalescenza a seguito di gravi
ustioni, attività fisica intensa
).
Le proteine sono costituite da aminoacidi che sono tutti
presenti in natura e che il corpo umano è in grado
di sintetizzare solo in parte, ne esistono 9 che sono detti
essenziali perchè possono essere introdotti solo
attraverso i cibi. In particolari i cibi di origine animale
sono completi, mentre quelli vegetali devono essere combinati
tra loro per poter raggiungere la completezza aminoacidica.
Gli integratori proteici sono tra i più difficili
da utilizzare correttamente perché i rischi legati
ad un eccesso di proteine corporee sono abbastanza gravi,
con sovraffaticamento renale e produzione di tossine. Quando
si svolge dell'attività fisica il consumo proteico
dell'organismo raramente è così elevato da
rendere necessario un'integrazione artificiale, solo nei
casi di più gare nella stessa giornata o allenamenti
super intensivi può essere giustificato il ricorso
ad aminoacidi ramificati, comunque sempre sotto controllo
medico e mai con autosomministrazione.
Il consiglio invece che ci viene dalla natura è consumare
uova, l'uovo crudo in particolare è il re dell'integrazione
proteica, indirizza il metabolismo organico e l'equilibrio
ormonale in senso anabolizzante, è facilmente digeribile
e non appesantisce la funzione epatobiliare.
Un'altra valida alternativa, ma leggermente più indigesta,
è la carne cruda: roast-beef, carpaccio, tartara,
prosciutto crudo e bresaola (bovina ed equina). La carne
può essere resa maggiormente digeribile con l'aggiunta
di succo di limone.
SUPPLEMENTI ALIMENTARI VITAMINICI
Gli integratori di vitamine sono inutili
se l'atleta segue un coretto regime alimentare completo
di frutta e verdura di stagione consumate crude e a breve
distanza dal momento dell'acquisto. L'attività sportiva
non giustifica un aumentata necessità di vitamine
e sali minerali, può essere valido solo l'aumento
di antiossidanti (vitamina C ed E) in caso di sforzo prolungato
o dopo la gara. Tale integrazione può avvenire facilmente
con una macedonia di frutti di bosco con miele e limone,
oppure con un passato di verdure condito con olio di semi
di lino e una spremuta.