Anche queste sostanze possono essere naturali o sintetiche. Usate negli alimenti per il loro potere dolcificante possono fungere da sostitutivi del classico saccarosio ed essere utili, oltre che per ridurre il contenuto calorico in prodotti definiti "light", anche a quei soggetti con particolari patologie come il diabete mellito.
Neosperidina d.c. (E 959): E' un flavanone glucosidico ricavato dalla naringina, può essere addizionato a molti alimenti.
Sorbitolo (E 420): E' un polialcool semplice presente in natura nei frutti e nelle bacche. Ha minore potere dolcificante del saccarosio ed uguale potere calorico. Sembra favorire l'assorbimento di alcune vitamine come la B1, B12, C.
Xilitolo (E967): E' un polialcool presente in molti frutti e ortaggi (cavolfiore). Il potere dolcificante e calorico è uguale al saccarosio ma ha il vantaggio, dato il lento assorbimento, di non aumentare la glicemia.
Mannitolo (E 421): Abbonda in natura, in frutta e ortaggi. Ad alte quantità (40 g/giorno) può causare diarrea osmotica a causa del richiamo di acqua dai tessuti. Questi disturbi intestinali cessano nei consumatori abituali dove si ha un adattamento della flora batterica.
Maltitolo (E 965): E' un disaccaride-alcol costituito da glucosio e sorbitolo. Viene assorbito in misura inferiore al 50% per cui ha un potere energetico reale molto inferiore a quello del saccarosio. Può essere utilizzato con moderazione dai diabetici poiché ha poco effetto su insulinemia e glicemia
Lactitolo (E 966): E' un disaccaride-alcol ottenuto
per idrogenazione del lattosio. Viene idrolizzato a livello
dell'intestino in galattosio e sorbitolo. Ad elevate
dosi causa diarrea.
Isomalto (E 953): Ha un basso potere dolcificante e viene
idrolizzato in fase digestiva in glucosio, sorbitolo e
mannitolo. E' basso anche il suo apporto calorico.
Taumatina (E 957): Rientra in un gruppo di sostanze di
origine proteica ricavate da piante esotiche. Ha un elevatissimo
potere dolcificante
Saccarina (E 954): Ha elevato potere dolcificante, viene assorbita al 90% ma non metabolizzata per cui si ha un accumulo a livello di reni, fegato e polmoni. I suoi vantaggi sono rappresentati da potere calorico nullo, economicità, stabilità chimica. Sviluppa anche un retrogusto amaro-metallico.
Acido ciclammico e ciclammati (E 952): Hanno gusto molto simile al saccarosio ma un maggiore potere dolcificante.
Acesulfame K (E 950): Ha un potere dolcificante di circa 300 volte superiore a quello del saccarosio, stabile al calore e molto solubile in acqua. L'apporto energetico è nullo perché non viene metabolizzato ed escreto con le urine.
Aspartame (E 951): Chimicamente è chiamato aspartil-L-fenilalanina. Ha un potere dolcificante 200 volte superiore a quello del saccarosio ma è molto instabile: a pH lontani dalla neutralità si dissocia in metanolo e dipeptide. L'uso dell'aspartame è vietato oltre che ai fenilchetonurici (soggetti che non possono metabolizzare la fenilalanina) ed anche alle alle donne in gravidanza o allattamento (a causa dei metaboliti secondari che vengono a formarsi e che risultano tossici per l'embrione).