Creatina

Schermata 1La creatina è una molecola sintetizzata dall’organismo con lo scopo di fornire energia alle cellule muscolari. La sintesi della creatina avviene nel fegato utilizzando tre aminoacidi: arginina, metionina e glicina. Ogni giorno il corpo umano sintetizza circa 1 grammo di creatina, ed è in grado di assumerne circa 0,3 grammi per kg di peso corporeo dell’individuo.

La creatina una volta a disposizione delle cellule viene fosforilata, ovvero si crea un legame chimico altamente energetico fra la molecola e un gruppo fosfato, a questo punto la fosfocreatina possiede una grande quantità di energia immagazzinata sotto forma di legame chimico pronta ad essere impiegata durante gli sforzi mucscolari.

Il fabbisogno quotidiano di creatina è di circa 2 grammi al giorno, un grammo viene prodotto dall’organismo, il resto deve essere assunto con l’alimentazione. Una parte del pool di creatina, circa l’1,5%, viene normalmente espulsa dall’organismo sottoforma di creatinina, un naturale prodotto di degradazione non più utilizzabile per scopi energetici.

Partiamo dal principio, vediamo come il nostro corpo ricava ed utilizza l’energia necessaria:
Ogni organismo necessita continuamente di energia per eseguire tutte le complesse funzioni metaboliche, l’energia circola all’interno del nostro corpo sotto forma di legame chimico, la scissione dei legami delle complesse catene di atomi di carbonio, di cui sono costituiti i carboidrati ad esempio, libera energia che viene immagazzinata sotto forma di un altro legame più facilmente utilizzabile dalle cellule.

L’energia liberata dai legami chimici non viene liberata subito in maniera improvvisa, ma i processi ossidativi (così viene chiamata la scomposizione di una molecola per ottenere energia) dei carboidrati, lipidi e proteine liberano la loro energia, in forma di molecole di ATP, durante un lungo e complesso sistema a tappe così da essere completamente controllata e ad alta efficienza, senza quindi un eccessivo dispendio di calore. Tali trasformazioni consentono così all’organismo di sopperire alle proprie esigenze energetiche utilizzando l’energia chimica che trae dagli alimenti.

L’ATP è accumulabile solo in piccole quantità all’interno della cellula, la sua sintesi diviene così un’operazione molto frequente in quanto deve essere risintetizzata ogni qualvolta le scorte si esauriscono. Le scorte di ATP si esauriscono velocemente tutte le volte che l’intensità metabolica accellera e necessita di maggiore energia, tutte le ATP utilizzate deperiscono in ADP e nel contempo si innescano tutti quei meccanismi catabolici (di distruzione delle molecole) atti a creare nuove scorte di ATP utilizzando substrati energetici; i primo luogo carboidrati e lipidi.

La ricostituzione di nuove molecole di Adenin Trifosfato (ATP) necessitano di un periodo relativamente lungo, perlomento non così veloce da poter sostenere degli sforzi ad alta intensità di breve durata. Il processo di formazione di nuove ATP da substrati energetici come i carboidrati e lipidi richiede inoltre la presenza di ossigeno, ma se stiamo sopportando uno sforzo anaerobico e le scorte di ATP scarseggiano come facciamo? Ecco che in questi casi viene in aiuto un’altra molecola di fosfato ad alto contenuto energetico: la creatin fosfato.

Quando durante uno sforzo la richiesta di energia passa da bassa ad elevata e le scorte di ATP sono in esaurimento ecco che entra in gioco la creatin fosfato, che agisce come una vera e propria riserva energetica.

La creatin fosfato è una molecola simile all’ATP e funzione similmente, infatti anche in questo caso quando si stacca il gruppo fosfato si libera una grande quantità di energia. La grande quantità di energia liberata durante la sua idrolisi, con l’aiuto dell’enzima creatin chinasi, è utilizzata per la fosforiliazione delle molecole di ADP che così ritornano ad essere molecole di ATP pronte all’uso.

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