Aminoacidi ramificati

Schermata 1Gli aminoacidi sono i costituenti delle proteine, spesso considerati i mattoni proteici, tra questi vi sono quelli ramificati che svolgono una duplice funzione: sono coinvolti sia in processi di costruzione e ricostruzione muscolare che di produzione, infatti, essi con la sintesi di zuccheri e grassi forniscono energia all’organismo.

Questa categoria di aminoacidi è chiamata BCAA ed è molto importante per chi pratica sport di resistenza o di forza. Sono definiti ramificati a causa della loro particolare conformazione chimica. Essi comprendono la leucina, l’isoleucina e la valina, tutti e tre aminoacidi essenziali cioè che il nostro corpo non riesce a produrre autonomamente, dunque c’è bisogno di introdurli nell’organismo mediante alimenti o in alcuni casi tramite gli integratori.

Gli aminoacidi introdotti con l’alimentazione non devono essere metabolizzati dal fegato, dopo essere stati assorbiti dall’intestino tenue entrano nel circolo sanguigno e vengono catturati direttamente dal tessuto muscolare, dove possono essere utilizzati come elementi plastici per la sintesi di nuove proteine per il tessuto muscolare, oppure possono essere impiegati per la produzione di energia durante sforzi intensi e della durata superiore ai 50 minuti.

Con una normale dieta bilanciata si riesce a coprire senza problemi il fabbisogno giornaliero di aminoacidi ramificati, le eccezzioni valgono casomai per chi pratica sport ad elevate intensità e in modo costante, questo perhcè gli aminoacidi ramificati sono coinvolti in processi metabolici di particolare importanza come la sintesi proteica e nella produzione di energia durante sforzi costanti e prolungati (esempio: corsa, ciclismo, nuoto) questo perchè solo dopo i 50 minuti di attività fisica si assiste ad un innalzamento della percentuale di aminoacidi mobilitati dall’organismo per produrre energia insieme a grassi e carboidrati.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’utilizzo di aminoacidi ramificati non migliora la prestazione fisica, ma il loro impiego può comunque essere utilie nelle fasi di recupero per sostenere la sintesi proteica nelle 24-48 ore seguenti l’attività.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail